L’invasione 2016 continua: Rebecca Dautremer a Ivrea fino al 22 agosto.

 

Le invasioni che restano, che modificano e lasciano nei cuori e nelle città le loro tracce, le invasioni che funzionano, che vivono e continuano, le invasioni che migliorano i luoghi in cui passano, le invasioni che arricchiscono le menti e le abitudini, le buone invasioni da ripetere e coltivare. Così è La grande invasione  di Ivrea, e l’edizione di quest’anno, chiusa il 5 giugno scorso dopo quattro giorni di festa e lettura, va avanti e non solo nei ricordi, nei libri e nei video, ma anche in città. La mostra dei lavori dell’illustratrice francese Rebecca Dautremer, al Museo Civico di Ivrea, continuerà fino al 22 agosto, perché non è vero che le cose belle prima o poi finiscono, a volte non passano mai.

 

Tu chiamale se vuoi emozioni…

Di Francesca Baro, pubblicato su Il club dei libri, 16 giugno 2016
Ivrea, esterno giorno: è giovedì 2 giugno e la città si sveglia piano piano, pigra e lenta, come deve essere il ritmo di un giorno di festa, il primo di un lungo weekend che porterà riposo e letteratura.
Il cielo è velato, c’è qualche nuvola grigia e pochi sprazzi di azzurro, l’aria è carica di umidità e i vestiti sono appiccicati, ma non piove e il morale è alle stelle.
Il giovedì è dedicato all’inaugurazione delle mostre e ai pranzi letterari: sei a New York e la ammiri attraverso le finestre dei suo palazzi, poi ti ritrovi su un treno per Big Sur insieme a Jack Kerouac a mangiare pranzo e per il caffè sei con Sherwood Anderson a Winesburg in Ohio.
E la magia del tutto è che stai talmente bene che non ti accorgi nemmeno che non è più mattina, ma ormai si è fatta sera e, dopo un esilarate riassunto della giornata e un very late show, è già ora di andare a dormire e pensare al domani.
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La sveglia suona di buonora, il tempo di una colazione veloce e si riprende l’aereo per andare a Barcellona a incontrare un editore e un libraio che sono lo specchio dell’editore romano e del libraio eporediese che, quattro anni fa, hanno deciso di inventarsi qualcosa di nuovo e hanno creato questo festival. Sei di nuovo in attesa di partire per l’America perché vuoi capire quali sono, alla fine, le cose che restano e nel mezzo ti ritrovi a ricordare il compiato David Bowie e il suo mitico Ziggy Stardust.
E’ di nuovo sera, i piedi fanno male, la schiena pure e gli occhi sono pesanti, ma il cuore è pieno di immagini e parole e questo ti basta per sapere che, anche se il giorno dopo sarai di nuovo in giro, ritroverai le energie in un attimo perché quello che ti attende è qualcosa di emozionante e senza pari. 

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La prima tappa è la tisaneria, dove ti aspettano Simone De Beauvoire, Annie Ernaux e Andre Dubus III, ma quello che non sai è che quest’ultimo ti aspetta sul serio, fisicamente intendo, e quando arriva e si mette ad ascoltare il suo libro spiegato agli altri proprio davanti a te, capisci perfettamente cosa provano le ragazzine ai concerti di Justin Biber.
Ma devi smettere di gongolare, devi darti un contegno perché adesso si passa a qualcosa di serio: ci sono Goffredo Fofi, Alessio Torino, Alessandro Leogrande e Paolo Cognetti che raccontano i libri che li hanno segnati come lettori e, ad ogni parola, ti rendi conto che non puoi riassumere nero su bianco quello che dicono. Perché non sono solo le parole quelle contano, è il loro tono di voce, il trasporto con cui parlano, la luce che c’è nei loro occhi che è importante e che non potrà mai essere scritta.

 

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Ormai è l’una passata e, se il tuo spirito è sazio, lo è un po’ meno la tua pancia, per cui ti precipiti a mangiare qualcosa, ingurgiti velocement eil cibo perché tra poco è ora di incontrare nuovamente Andre Dubus III e il tuo spirito di groupie non sta più nella pelle.
Ascolti la sua vita attraverso le sue parole e quelle di Tiziana Lo Porto e gli perdoni anche di avere scritto, a tuo parere, uno dei libri più noiosi di sempre; anzi, quasi glielo perdoni e pensi pure di rileggerlo perché magari era solo il periodo sbagliato in cui leggerlo.
Il momento dell’autografo nemmeno ve lo sto a dire, vi basti sapere che solo un bel gelato può ridarvi un po’ di tono ed è così che tornate a casa soddisfatti e con un sorriso da ebeti sulle labbra.

 

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La domenica è di nuovo piena di tante belle cose, ma la stanchezza e gli impegni proprio non ti permettono di tornare a Ivrea, eppure sai che l’invasione c’è ancora e quindi il tuo spirito è ancora tutto in fermento, sei felice, continui a ricordare i giorni passati, a pensare a quanto sia bello girare per una cittadina mediamente piccola totalemente invasa da scrittori, letteratura, parole e buoni sentimenti.

Poi arriva il lunedì e quello che resta è la sensazione di un sogno fatto a notte fonda, di quelli belli che ti lasciano una sensazione di calore e bellezza per tutta la giornata.
Sai che dovranno passare altri 365 giorni prima di poter rivivere tutto questo, ma va bene così, perché adesso sai che le cose che restano sono quelle che ti rendono felice e ti emozionano.

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La mia Grande Invasione: due parole di meraviglia

Di Maria Di Biase, pubblicato su Scratchbook, 8 giugno 2016
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credits: www.scratchbook.net
Quando ho chiesto alla mia amica come avrei potuto raccontare questi giorni di Grande Invasione eravamo al bar dell’aeroporto. Qualche minuto e avrei passato il check-in, confuso due volte il gate e rischiato di perdere l’aereo per tornare a casa. «Non puoi». La mia amica è incinta. Non gliel’ho detto, ma dall’ultima volta mi è sembrata un po’ più saggia, un po’ più grande.
È vero, non posso, e questo è il punto. Il punto è che per quante parole io abbia usato o usi adesso per spiegarvi quello che è stato il mio tempo a Ivrea sarei parziale. Non pensate a luoghi magici o dimensioni alternative, non ho trovato la fine dell’arcobaleno, perché queste sono cose che non esistono. Io mi riferisco a una città che, per quattro giorni per tutto il giorno, è letteralmente invasa dalla letteratura. Ogni negozio, ogni strada, ogni vicolo più stretto e nascosto. Libri ovunque. Libri come occasioni. Persone come libri, come occasioni. Ma come ve lo spiego? Come spiegarvi che è valsa la pena andare fino là solo per sentir dire a Goffredo Fofi che ha iniziato a leggere per «saziare il suo bisogno di consolazione»? È stata la potenza di quel pensiero ma è stata anche la comunione silenziosa di tutta quella gente che comprendeva e condivideva la stessa necessità. Il riferimento neanche tanto sottile a Stig Dagerman ha reso una frase a doppio fondo ancor più carica di meraviglia. Ed è stato importante ascoltare quelle parole lì, a Ivrea, perché la città tutta era pronta ad accoglierle. Questo succede solo in alcuni posti, tra alcune persone.

«Certe cose devi viverle», e forse è questo l’unico messaggio che posso trasmettervi: cercate le vostre occasioni, circondatevi di persone che condividono la vostra meraviglia. Che sia a Ivrea il prossimo anno, ovunque la vostra consolazione trovi spazio di esistere.

Ricordi dalla Grande invasione 2015

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Dal 2 al 5 giugno #BlogNotes racconterà La grande invasione, il festival letterario che da quattro anni anima Ivrea. Per conoscere il festival ecco il video che ne illustra la terza edizione, giugno 2015, tra ospiti, incontri, lettori e luoghi di una città speciale. Un assaggio di ciò che #BlogNotesGI racconterà dal 2 giugno prossimo.

 

La Storia di BlogNotes

BlogNotes Libri è un progetto di comunicazione di eventi editoriali e letterari nato dal mio blog, Il tè tostato, nel 2014 per raccontare la Fiera dell’editoria indipendente “Più Libri Più Libri”. In quell’occasione avevo proposto il progetto alle  Edizioni Sur e coinvolto alcuni book blogger, così col mio coordinamento e l’accoglienza dell’editore, abbiamo illustrato l’esperienza di partecipazione alla fiera, dall’interno di uno stand, in diretta sui social e con post dedicati sui nostri blog. L’avventura si è ripetuta nel dicembre 2015 durante la successiva edizione di PLPL e con il riconoscimento dell’organizzazione ufficiale. Nuova struttura con il coinvolgimento di numerosi editori indipendenti, la partecipazione di nuovi blogger e un piano di destinazione di ognuno a incontri e stand: un’invasione di blogger al Palazzo di Congressi. Ogni volta è stato utilizzato un hashtag col quale poter mappare i risultati del progetto (sempre in crescita), e dare visibilità a una comunicazione live coordinata e non istituzionale. Così è cresciuta l’idea di dedicare un portale a BlogNotes Libri, un figlio per Il tè tostato, in cui avrei raccolto i miei contributi e quelli di altri blogger, creando un punto di snodo del progetto. Ecco qui dunque l’approdo alla una veste personale di BlogNotes Libri, un’idea di comunicazione inclusiva, coinvolgente, rivolta a chi non c’è e con l’obiettivo di rendere vivibili le più belle manifestazioni legate ai libri. Da sola o con l’aiuto di altri blogger sarò qui a raccogliere testimonianze dal mondo letterario.

La nuova veste di BlogNotes Libri inizia il suo viaggio da Ivrea il due giugno 2016 a Ivrea per La grande invasione con #BlogNotesGI.